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In molti progetti la scelta è binaria: ottenere la forma desiderata tramite curvatura oppure costruirla da più pezzi saldati tra loro. Non esiste un dogma valido sempre, ma in molti casi curvare “vince” su saldare per qualità, tempi e costo complessivo. 

Ecco come decidere con criterio.

Resistenza strutturale e affidabilità

Una curva continua non ha giunti né zone termicamente alterate: la sezione resta omogenea e la distribuzione degli sforzi è più regolare. Nelle strutture soggette a cicli (vibrazioni, urti, fatica) l’assenza di cordoni elimina il classico punto di innesco di cricche. Anche la pressione interna (tubi fluido) ne beneficia: senza saldature longitudinali o d’angolo, cala il rischio di perdite.

Estetica e finitura

La curvatura produce profili puliti, senza cordoni da molare o riprendere. Su arredi, corrimano, telai a vista e componenti premium questo si traduce in meno passaggi di satinatura/verniciatura e in un colpo d’occhio superiore. Con materiali nobili (inox, ottone, alluminio anodizzato) la continuità della superficie eleva la percezione di qualità.

Igiene e manutenzione

In ambito medicale, food, navale, le saldature sono zone più difficili da pulire e ispezionare. Una curva continua riduce fessure e microcavità dove possono annidarsi sporco o corrosione. Meno punti critici = sanificazioni più rapide e durature.

Tempi e costi reali di produzione

Spesso il confronto “costo piega vs costo saldatura” è ingannevole perché trascura lavorazioni accessorie. 

La curvatura elimina alcuni passaggi, come il taglio di più spezzoni, il posizionamento, la puntatura e la raddrizzatura post-saldatura; riduce controlli NDT, rilavorazioni e scarti dovuti a deformazioni da calore; in serie, con attrezzaggio a raggio costante, garantisce ripetibilità e tempi ciclo stabili.

Risultato: meno operazioni, lead time più corto e costo totale spesso inferiore.

Peso e sostenibilità

Senza cordoni e piatti di rinforzo, è più facile ottimizzare lo spessore e l’inerzia della sezione. Curvare consente scelte più leggere a parità di rigidezza. Meno materiale, meno energia di processo (niente arco, flussi, gas), impronta ambientale ridotta.

Precisione e tolleranze

La piegatura a mandrino è imbattibile su raggi stretti, angoli e ripetibilità tra pieghe ravvicinate. Le deformazioni da saldatura, invece, richiedono spesso raddrizzatura e possono compromettere quote e planarità, specie su telai sottili.

Quando invece saldare ha più senso

  • Geometrie non curvabili: raggi < 1×D con spessori sottili, sezioni complesse o cambi di sezione netti.

  • Giunzioni funzionali: staffe, flange, attacchi che devono essere smontabili o sostituibili.

  • Riparazioni o modifiche locali su pezzi esistenti.

  • Lotti unici/prototipi dove l’attrezzaggio per la curvatura sarebbe sproporzionato.

Saldare o curvare? Linee guida per decidere (check rapido) curvare o saldare?

  1. Raggio richiesto: se ≥ 1,5–2×D (tondi) o ≥ 3×lato (rettangolari in easy-way), la curvatura è “naturale”.

  2. Funzione: fluido in pressione, cicli di carico, estetica a vista → curvare.

  3. Qualità: tolleranze strette, finitura uniforme, igiene → curvare.

  4. Costo ciclo: somma tutte le fasi (taglio, set-up, saldatura, molatura, controlli, verniciatura, raddrizzatura). Se più di 2-3 step post-saldatura sono inevitabili, la curvatura probabilmente costa meno.

  5. Industrializzazione: pezzi ricorrenti con stesso raggio → investimento in matrice ripagato in fretta.

Curvare o saldare: hai bisogno di noi?

In sintesi: curvare conviene quando servono resistenza, continuità, estetica, igiene, tempi rapidi e costi prevedibili

Valuta il raggio, la funzione e il volume: spesso scoprirai che un unico pezzo curvato sostituisce un sottoassieme saldato, con meno problemi in produzione e più valore percepito dal cliente finale.

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Carema - Curvatura tubolari